Willie Peyote all’Atlantico di Roma: tra rap, rock e condivisione
Scritto da borsisti il 02/11/2026
Sabato 31 ottobre, Willie Peyote, nome d’arte di Guglielmo Bruno, è arrivato per la prima volta sul palco dell’Atlantico di Roma, portando con sé tutta la sua cifra stilistica: ironia tagliente, provocazione e uno sguardo lucido sulle contraddizioni della società.
Il tour nei club arriva dopo l’ultimo album “Anatomia di uno schianto prolungato”, pubblicato sulle piattaforme prima dell’estate. Il live si apre con “In cerca di uno schianto” e continua tra pezzi più conosciuti e tracce più recenti, dando subito spazio alle diverse anime della sua musica. Ne è nato uno spettacolo di alto livello: che incontra la canzone d’autore, le rime che si intrecciano con il ritmo, la rabbia che lascia spazio all’introspezione. Parole, idee e prese di posizione convivono con momenti più leggeri, sarcastici ed emotivi, in un equilibrio che rappresenta ormai la cifra distintiva del musicista.

Uno show in evoluzione
La tensione musicale ha raggiunto uno dei suoi apici con il medley “Luigi – Killing in the Name (1312) – Bittersweet Symphony”, un momento in cui la durezza degli arrangiamenti si è intrecciata con quella dei testi. “Luigi” prende ispirazione dalla vicenda di Luigi Mangione, accusato dell’omicidio di Brian Thompson, amministratore delegato di UnitedHealthcare, avvenuto nel 2024.
Con “Burrasca” si è aperta una parentesi più intima e acustica, nella quale Pugni ha assunto il ruolo di Fudasca, presente nella versione in studio del brano. Il clima raccolto è proseguito con “Tua madre”, accompagnata dal dialogo vocale e sonoro con due chitarre acustiche. È emersa così l’anima più cantautorale di Willie Peyote, quella in cui le parole tornano al centro della scena e riescono a imporsi senza bisogno di arrangiamenti roboanti.
Con sorpresa del pubblico, un altro artista che ha aperto il concerto è stato Jekesa, il quale ha poi raggiunto Willie sul palco per esibirsi in “Air B&B”, la canzone che vede il featuring tra i due.

Ciò che colpisce maggiormente dei live del rapper è come le sue canzoni trovino una dimensione superiore grazie alla band che lo accompagna. Daniel Bestonzo alle tastiere, Dario Panza alla batteria, Luca Romeo al basso, Damir Nefat alla chitarra, Enrico Allavena al trombone e Pugni, impegnato nei cori e alla chitarra acustica, oltre che protagonista dell’apertura della serata. Oltre agli ottimi arrangiamenti rock e soul, la band riesce a trovare il proprio spazio
Lo spettacolo è stato chiuso da “Non c’è di che”, l’ultimo singolo pubblicato, attraverso il quale il rapper esplicita la sua intenzione di voler lasciare il pubblico con qualche propria riflessione.
Willie Peyote dimostra che si può far ballare, sorridere e riflettere, anche quando le parole diventano scomode. Un concerto che diverte, coinvolge e lascia il segno ben oltre l’ultima nota.

La scaletta
1. Intro – In cerca di uno schianto – Sapore di Marsiglia
2. Portapalazzo – Kodak – Dettagli
3. Preferisco non sapere
4. Willie Pooh
5. Air B&B
6. Io non sono razzista ma…
7. Che caldo fa a Testaccio
8. Luigi / Killing in the Name / 1312 / Bittersweet Symphony / Ufo
9. Burrasca feat. Pugni
10. Tua madre
11. Mi arrendo feat. Dario Brunori
12. Kill Tony
13. Mai dire mai (la Locura)
14. Ottima scusa
15. Semaforo – I cani
16. Le chiavi in borsa
17. Grazie ma no grazie
18. La tua futura ex moglie
19. Che bella giornata
Encore
20. C’era una vodka
21. Non c’è di che
Rivivi l’energia del live: guarda il nostro reel su Instagram! https://www.instagram.com/reel/DfPaWttsrye/?utm_source=ig_web_copy_link&dlrf=MzRlODBiNWFlZA==&srtk=MzRlODBiNWFlZA==
A cura di Sofia Melaranci – Around The Pop