alma: “oltre al club cosa (ci) resta”, dopo la notte c’è introspezione
Scritto da borsisti il 02/10/2026
Con dieci tracce che intrecciano elettronica, malinconia e dimensione personale, alma torna con un album che riprende il percorso di CODICE BINARIO_(01) e si interroga su ciò che rimane dopo aver attraversato un’esperienza.
Ci sono esperienze che sembrano esaurirsi nel momento in cui finiscono, e altre che continuano a vivere dentro di noi, cambiando forma e significato. È proprio da questa riflessione che prende vita “oltre al club cosa (ci) resta”, il nuovo album di alma, disponibile dal 18 settembre 2026 per Future Label, etichetta di Woodworm.
Dopo la pubblicazione del singolo “uno schianto al suolo la mia/tua pelle non si bagna”, l’artista torna con un progetto composto da dieci tracce, che prosegue il percorso iniziato con l’EP CODICE BINARIO_(01).
Se il precedente lavoro metteva in dialogo il mondo del club e una dimensione più intima e introspettiva, il nuovo disco sembra spingersi un passo oltre, concentrandosi sulle conseguenze di questo incontro.
Un ritorno che si inserisce nel percorso di un artista che avevamo già avuto modo di conoscere e intervistare proprio in occasione dell’uscita dell’EP, quando il suo universo musicale iniziava a delinearsi attraverso il confronto tra pulsazioni elettroniche e fragilità personali.
Oltre il club, tra identità e trasformazione
Il titolo dell’album racchiude già il suo nucleo concettuale. La domanda “oltre al club cosa (ci) resta” non riguarda soltanto ciò che accade quando una serata finisce e le luci si riaccendono, ma anche quello che rimane di noi dopo aver vissuto qualcosa di significativo.
In questo senso, il club assume un ruolo che va ben oltre quello di semplice ambientazione. Diventa uno spazio collettivo, un luogo di condivisione e, allo stesso tempo, uno strumento attraverso cui osservare la propria interiorità. La musica elettronica, con la sua componente fisica e immersiva, si intreccia così con emozioni che appartengono a una sfera più privata.
È proprio questo contrasto apparente a caratterizzare il disco: il movimento e la malinconia, la dimensione condivisa della notte e la solitudine con cui ciascuno si confronta con ciò che prova.
alma non cerca di nascondere il disagio dietro il ritmo, ma di attraversarlo. L’elettronica non diventa una semplice via di fuga dalla realtà, bensì un linguaggio attraverso cui dare forma a sensazioni difficili da definire. Il risultato è un progetto che sembra interrogarsi non tanto sulla possibilità di lasciarsi tutto alle spalle, quanto sulla capacità di trasformare ciò che si è vissuto.
Dieci tracce, un unico percorso emotivo
La tracklist si sviluppa attraverso dieci brani che compongono un percorso fatto di relazioni, confini personali, appartenenza e rapporto con gli spazi in cui viviamo. I titoli suggeriscono immagini e stati d’animo differenti, lasciando emergere un universo in cui l’esperienza individuale si intreccia continuamente con quella collettiva.
- fiorire in una giungla
- uno schianto al suolo la mia/tua pelle non si bagna
- SARAIFELICE
- non sento + aria
- ho tracciato quel confine
- nome proprio (Petra)
- 6 la mia città 6 la mia cura
- IDONTCARE
- rumore
- passi di noi
L’elettronica rappresenta il filo conduttore di questo percorso, mantenendo il legame con l’immaginario del club senza esaurire il significato dell’album nella sola dimensione musicale. È proprio nella tensione tra ciò che si ascolta e ciò che si porta dentro che il progetto costruisce la propria identità.
Da CODICE BINARIO_(01) a una nuova consapevolezza
Il confronto con il precedente EP permette di cogliere meglio la direzione intrapresa da alma. In CODICE BINARIO_(01), il rapporto tra club e introspezione si presentava come una convivenza tra due dimensioni apparentemente distanti. Con “oltre al club cosa (ci) resta”, invece, il centro della riflessione si sposta sulle conseguenze di questa convivenza.
Il nuovo album prova a superare questa separazione, suggerendo che anche un’esperienza collettiva e fisica possa lasciare spazio a una riflessione individuale.
È un’evoluzione che si inserisce nel percorso artistico che avevamo seguito già in occasione della nostra intervista per l’uscita dell’EP. Tornare oggi sul progetto di alma significa quindi ritrovare alcuni elementi familiari, osservandoli però da una prospettiva diversa: non più soltanto il confronto tra due mondi, ma la ricerca di ciò che nasce dal loro incontro.
Il club diventa così un punto di partenza, non un luogo in cui fermarsi. La notte finisce, la musica si interrompe, ma l’esperienza continua a trasformarsi. Ed è proprio in questo spazio, tra ciò che abbiamo vissuto e ciò che ne rimane, che si colloca il nuovo lavoro di alma.

A cura di Sofia Melaranci