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Moschettieri del Re – La Penultima Missione

26 dicembre 2018 Go Ciak Yourself


In programmazione sul grande schermo dal 27 dicembre, il nuovo film scritto e diretto da Giovanni Veronesi è fin da subito bizzarro e fuori dagli schemi.
Prendendo come punto di riferimento il romanzo di Alexandre Dumas Vent’anni dopo, Moschettieri del Re – La Penultima Missione racconta in chiave umoristica la maturità dei quattro leggendari spadaccini: D’Artagnan (Pierfrancesco Favino), Porthos (Valerio Mastandrea), Aramis (Sergio Rubini) e Athos (Rocco Papaleo), disillusi e scontenti della loro vecchiaia. Una trasposizione non fedele, che tende a trattare le tematiche più salienti (la persecuzione degli Ugonotti, la controversa politica del cardinale Giulio Mazzarino, ecc.) con una comicità troppo marcata e macchiettistica: a lungo andare, questo modo di presentare le vicende potrebbe annoiare lo spettatore.
Gli stessi protagonisti, che dovrebbero essere visti come eroi pronti nuovamente a mettersi in gioco per la Patria, saranno ricordati alla fine più per le loro crisi di mezza età e non focalizzati al 100% sulla missione da affrontare. Le situazioni più serie rischiano così di rimanere schiacciate da questo humor eccessivo, sottolineato ancor di più dalla musica – in parte composta da Checco Zalone, in parte rivisitazione delle più grandi hit anni ‘80/’90 – e dai movimenti di macchina, con cambi di inquadrature che spezzano (soprattutto nei minuti iniziali) le azioni a metà.
Un punto forte del film è la decisione di ambientare tutto nella natura incontaminata delle campagne, senza ricorrere ai soliti sobborghi parigini seicenteschi, così come si rivela interessante l’atto finale: negli ultimi 10/15 minuti è presente un ribaltamento totale di prospettiva, con un ritorno alla nostra realtà inaspettato e non scontato, utile per riuscire ad interpretare il film con occhi diversi.

Giulia Vagni


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