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La Befana vien di notte

26 Dicembre 2018 Go Ciak Yourself



Il nuovo film diretto da Michele Soavi, al cinema dal 27 dicembre, racconta la storia di una stravagante maestra, Paola (Paola Cortellesi), con un segreto da nascondere: la sua doppia identità di Befana. Rapita a ridosso del periodo dell’Epifania, spetterà ai suoi giovani alunni salvarla attraverso le peripezie più strampalate.
A metà tra la teen comedy anni ‘80 e il fantasy/gotico, La Befana vien di notte presenta una protagonista che assume le sembianze di una supereroina d’altri tempi. In questa nuova bizzarra avventura la figura della Befana, da sempre legata alla tradizione popolare, viene attualizzata affrontando tematiche più delicate. Se, da un lato, si parla dei bambini di oggi come appartenenti ad una generazione più attiva e furba, dall’altro sono rappresentati come fragili, ingenui e soggetti ad assorbire, nel bene e nel male, i cambiamenti e le “intemperie” della società. È una commedia che non trascura il bullismo, sempre più violento, e la gracilità delle dinamiche familiari. Sono gli stessi bambini, difatti, ad essere uno dei fulcri della narrazione,  specialmente nella loro crescita, sia individuale che nelle relazioni col mondo esterno.
La Befana vien di notte è un racconto di formazione (con tanto di antagonisti malvagi, che ricordano i tipici cattivi dei romanzi per ragazzi), pensato per far sognare i più piccini ma soprattutto i più grandi, un film per insegnare a prendere le giuste misure nelle situazioni più dure. Elementi incarnati dalla stessa Paola/Befana, che, nonostante il suo essere adulta, si sente nel profondo ancora una bambina indifesa, con la paura di amare e di non poter vivere appieno una vita comune.
Dai movimenti di macchina all’illuminazione, passando per la musica, ottimo è il lavoro svolto dal reparto tecnico, con l’innovativo uso degli effetti digitali per esplorare e rivisitare l’immaginario dell’Epifania in chiave moderna.

Giulia Vagni


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