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#ATPO

5 marzo 2018 Around The Pop


Votare è un diritto e un dovere di ciascun cittadino. Lo è in Italia, giacché si è ritirata  solo da poche ore l’ondata elettorale che ha interessato questo ultimo fine settimana; in America, sede degli Academy Awards assegnati stanotte ad Hollywood ai migliori artisti del panorama cinematografico; ma lo è pure su Roma Tre Radio e specie qui su Around The Pop, che proprio in occasione della passata e attesissima Notte degli Oscar ha voluto promuovere un sondaggio in cui voi che ci leggete e ci ascoltate ogni settimana siete stati chiamati a scegliere tra alcuni dei protagonisti più pop del 2017 che da poco si è concluso. Date sette categorie, per ognuna di esse abbiamo raccolto nomi e titoli che più di altri hanno fatto da colonne sonore al vostro anno scorso, per poi tirare delle somme alla fine dello “scrutinio” ed eleggerne così i rispettivi vincitori: uno straniero e uno italiano, per ciascuna delle categorie in questione. Nessun premio, certo, se non il merito di averci fatto cantare e ballare sui canali social della nostra radio: noi con voi, e viceversa.

1. Miglior Artista Uomo. Dal sempreverde Justin Timberlake ad un Bruno Mars in ascesa costante, dagli exploit di Sam Smith ai featurings di Calvin Harris, è un parapiglia di nomi grossi tra i quali il non plus ultra non poteva però che essere Ed Sheeran, lo stesso di cui vi avevamo già parlato giusto qualche approfondimento fa: un protagonista assoluto del pop internazionale per il quale la medaglia d’oro e tanto più che meritata. Sulla scena italiana è stato un trionfo quasi unanime di Silvano Albanese, in arte Coez, che il casino l’ha fatto tra charts e sondaggi: uno che se la canta e se la suona, insomma. Ci piace.

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2. Miglior Artista Donna. È una londinesina di appena ventitré anni, eppure guarda già le varie Katy Perry, Rihanna e Lady Gaga tutte dall’alto: niente male, insomma. Si chiama Dua Lipa, due frammenti che suonano bene come fanno i nomi d’arte, tra i sapori albanesi delle origini e l’eleganza britannica degli sviluppi. Dalle covers di Nelly Furtado e Cristina Aguilera al successo stratosferico di New Rules prima e di IDGAF (ma abbiamo già scavallato il 2018) poi, dalle passerelle ai British Awards: non si poteva non premiare una cantante già così eclettica nonostante la giovanissima età, e figuriamoci quali saranno le prospettive future. La controparte italiana è stata scelta nella figura di Francesca Michielin. una che non abita al mare ma che canta l’amore al vento come le leggere brine sulla spiaggia, rispecchiando il perfetto prototipo della moderna cantautrice dal romanticismo smart.

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3. Miglior duo o miglior gruppo. Hanno trionfato due band che racchiudono un po’ le due facce della musica: il presente e il passato. Non solo: il destino ha voluto che trionfassero gruppi per certi aspetti complementari, nel senso che quello più traditional pop rivive nel presente attraverso pezzi che sanno sempre essere come essere attuali, mai banali ed imporsi così sulla scena internazionale, ma quello più attuale trova nel suo sound un retrogusto passatista che riecheggia melodie da giradischi in stile anni ottanta (. Stiamo parlando, rispettivamente, dei Maroon 5 e dei Thegiornalisti, gruppi tanto diversi quanto simili (che ne dite?) quantomeno per le ragioni logistiche di cui sopra. D’altronde, il pop ti regala sempre l’accostamento che non t’aspetti.

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4. Canzone. L’esito è stato spietato nel cinismo con cui ha saputo assecondare le nostre aspettative. Che sono poi quelle di chiunque, perché – diciamocelo – non poteva non essere premiata Despacito di Luis Fonsi se è vero che l’abbiamo tanto incorporata quasi da esserne posseduti senza che esista possibilità di redenzione. Che poi è lo stesso procedimento a cui hanno fatto ricorso J-Ax e Fedez con la loro Senza Pagare, la corrispettiva vincitrice italiana, che ha smantellato la concorrenza facendo leva sulla logica del rimbambimento mentale, per cui come il crimine, senza regole, come le ragazze con il grilletto facile. Niente, ti assale anche mentre scrivi e finisce così, poco professionalmente, tra le righe di un articolo qualunque che ha ben altre pretese di serietà.

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5. Album. Per gli album parlano i numeri. Chiaro che per la maggior parte non crediamo abbiate votato conoscendo stime esatte, ma pur sempre la preferenza è stata senz’altro influenzata dalla dinamica del sentito dire che, nel bene o nel male, poggia sempre su dati empirici più o meno esatti. Esattissimi in questo caso, come la cifra 231mila  che fa riferimento alle vendite della prima settimana – e solo della prima settimana – di 24k Magic di Bruno Mars, secondo nella speciale classifica Billboard 200 negli USA, o i 35 milioni  che quantificano gli ascolti su Spotify di Rockstar, creatura del rapper milanese Sfera Ebbasta. Che bastino questi per comprendere il perché del loro trionfo negli #ATPO.

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6. Featuring. Se fosse stato candidato Pitbull non ce ne sarebbe stata per nessuno, e neanche staremo qui a parlarne. Ma i suoi pezzi non sono stati chiamati in causa, cosicché è finita che la scena straniera se l’è presa la straordinaria Something Just Like This dei The Chainsmokers feat. Coldplay. Un pezzo immaginifico che sposa alla perfezione l’atmosfera fiabesca del testo, magistralmente affidata alla retorica musicale di Chris Martin, alla carica electronic del duo deejay statunitense. Sul versante italiano eccelle uno strano – ma neanche troppo – ibrido italoamericano, composto da Tiziano Ferro e gli One Republic, protagonisti di No Vacancy, un duetto a tempo pieno che non lascia spazio che allo stile internazionale del cantautore di Latina che si prende il pezzo colmando i vuoti musicali che ne reclamavano il contributo sempre così originale. Così, giusto per restarcene ancorati al titolo.

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7. Rivelazione. Per gli affezionati di Around The Pop non suonerà poi tanto strano l’argomento-scommessa: la rubrica Push The Pop in questo senso è sinonimo di garanzia. A dirlo non siamo noi, superficiali diffamatori della modestia, ma i risultati: molte delle più grandi sorprese del panorama pop oltreoceano si sono rivelate nomi che abbiamo azzeccato a più riprese, e questo non fa che inorgoglirci – sempre modestamente, che sia chiaro. Tra questi prodotti del Push c’è sicuramente Post Malone, vincitore ex aequo con Camilla Cabello della categoria stranieri. Per l’Italia è stata invece forte da rivelarsi vincente la candidatura di Liberato, il rapper senza un’identità, che tutti cantano ma nessuno conosce.

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Così, nel mistero di vincitori prossimi venturi , rimandiamo l’eventuale appuntamento agli #ATPO dell’anno prossimo, sicuri delle certezze popparole decretate dalla giuria popolare del 2018. Che siete voi, che continuerete ad esserlo.

 

Simone Fabrizi


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